

Il romanzo, una storia che si muove su tre livelli temporali e racconta di malattia mentale e guerra, trattamenti medici alternativi e modernismo, stupisce per lo stile, tanto che The Observer ha parlato di “un'ambizione di tecnica senza precedenti”. “Per Nabokov - ha aggiunto Will Self - lo stile è moralità. Oggi possiamo dire quasi con certezza che Nabokov fosse realmente attratto dalle ragazzine come Lolita, oggi lo chiameremmo pedofilo, non sappiamo se attivo o meno. Ma ciò che gli rendeva possibile convivere con le sue perversioni era proprio lo stile. La tecnica, però, va bilanciata con una storia”.
Produrre letteratura, comunque, è sempre un'operazione rischiosa. “Per scrivere
bene - ha concluso Will Self - devi necessariamente esporre te stesso
completamente. Il mio grande mentore James G. Ballard non voleva che i suoi
figli leggessero i suoi libri perché avrebbero stabilito una relazione troppo
intima con il genitore”.
E quando gli chiediamo della fama di "cattivo ragazzo" della letteratura britannica, Self alza le spalle e commenta: "Non me ne frega niente".
James Joyce approverebbe di sicuro.
Leonardo Merlini
© Kilgore Magazine