Forse non tutti i grandi scrittori vivono, nel
corso della loro carriera, un preciso momento di svolta, un'epifania che, in un
gioco di inversione proustiana, spalanca
loro le porte del proprio futuro. Forse questo momento magico viene vissuto
dallo scrittore con un'intensità che non traspare immediatamente nelle sue
pagine, ed è possibile che ai lettori la rivelazione arrivi in un momento
diverso, tendenzialmente successivo. Per questo, oggi, a dieci anni dalla sua morte,
potrebbe non avere senso andare a cercare il momento esatto in cui un oscuro poeta cileno, uno che si ostinava a scrivere e a leggere poesia,
si trasforma in un fenomeno della narrativa contemporanea, pronto a dare una
decisa scossa alla forma stessa del romanzo come genere.

Apparso per la prima volta per Sellerio, ora
il libro torna nella Fabula di Adelphi, con un'illustrazione di copertina
particolarmente efficace e, molto probabilmente, si prepara a conoscere un
successo di pubblico che il libro non aveva sperimentato nella propria
precedente esistenza. Ma la bellezza del testo, che in certi passaggi è quasi insostenibile (cosa non
infrequente nell'opera dello scrittore cileno) sta per buona parte
nell'asprezza comunicativa della sua composizione, nel suo giocare a essere
un'antologia di biografie immaginarie di scrittori e scrittrici estremi come le
loro posizioni politiche, nel suo non concedere nessun ammiccamento a questa
scelta apparentemente manualistica. Non c'è quindi il respiro narrativo, né la
possibilità di affezionarsi troppo a dei personaggi, come invece è inevitabile
con gente tipo Ulises Lima o Lola Amalfitano, e neppure la consolazione di uno scioglimento finale.

Qui ci sembra che nasca un nuovo Bolaño, uno
scrittore che, facendo violenza alla propria indole in fondo mite, prende
letteralmente a calci in bocca un
certo tipo di letteratura, prima di sferrare, non molto dopo, il colpo del k.o. con i già citati detective Lima e
Belano. E a quel punto il fosso lui lo aveva già saltato, ruzzolando nel (non
sempre confortevole) campo della leggenda letteraria.